Tegobuvir nel trattamento dell’epatite C

Foto di Flavio TakemotoNella terapia antivirale per eradicare l’HCV tegobuvir, in combinazione con un inibitore della proteasi NS3, ribavirina e peginterferone, porta alla riduzione dell’HCV RNA sotto i limiti più bassi dopo appena 28 giorni di trattamento nel 100% dei pazienti sottoposti ad indagine.

Tegobuvir (TGV o GS-9190) è un analogo di una nuova classe di imidazopiridine che inibiscono in modo selettivo l’HCV. Questo inibitore non-nucleosidico della replicazione dell’HCV RNA ha fornito una buona attività antivirale su pazienti con genotipo 1.
La sostanza si è dimostrata sicura ed efficace nei pazienti sottoposti a trattamento, ma il meccanismo molecolare che sovraintende l’azione di tegobuvir nell’organismo non è ancora completamente chiaro.

Tegobuvir inibisce la polimerasi virale NS5B formando un complesso con questa proteina ed il processo è legato ai livelli cellulari di glutatione e all’attività di CYP 1A. Le analisi indicano che tegobuvir (TGV) subisce un’attivazione intracellulare mediata da citocromo e il metabolita che ne risulta, dopo aver formato un coniugato con il glutatione, interagisce in modo diretto e specifico con NS5B.
Questi dati mettono in luce che tegobuvir, su attivazione metabolica, è un inibitore della polimerasi NS5B dell’HCV, la cui potenza sembra essere in base al genotipo di NS5B. TGV agisce in modo diverso dal punto di vista meccanico rispetto ad altre classi di inibitori non-nucleosidici (NNI) della polimerasi virale e si sta rivelando una sostanza importante nello sviluppo di terapie sempre più mirate per eradicare il virus dell’epatite C.

Fonte: Hebner CM, Han B, Brendza KM, Nash M, Sulfab M, et al. (2012) The HCV Non-Nucleoside Inhibitor Tegobuvir Utilizes a Novel Mechanism of Action to Inhibit NS5B Polymerase Function. PLoS ONE 7(6): e39163. doi:10.1371/journal.pone.0039163