Diagnosi prenatale non invasiva

gravidanza - Foto di BirkFotoCon un prelievo di sangue della madre e di saliva del padre sarà possibile valutare eventuali anomalie genetiche nel feto. Il test è un importante passo avanti verso la messa a punto di tecniche non invasive per identificare già nei primi mesi di gravidanza una vasta gamma di malattie genetiche.

Un team di ricercatori americani è riuscito a decifrare il genoma di un feto a partire dai frammenti di DNA presenti nel sangue materno.

I ricercatori della University of Washington a Seattle sono partiti dai risultati di uno studio precedente, condotto presso il Li Ka Shing Institute of Health Sciences della Chinese University di Hong Kong, che mise in luce la possibilità di dedurre il codice genetico del feto attraverso campioni di sangue materno e mediante l’uso degli aplotipi di entrambi i genitori.

Gli studiosi americani hanno prima sequenziato i genomi dei genitori usando un campione di sangue della madre e di saliva del padre ed hanno individuato le possibili varianti genetiche ereditate dal bambino.

Hanno quindi ricostruito il genoma fetale usando il plasma materno ed hanno applicato un modello statistico per valutare le possibili varianti ereditate da ciascun genitore. La tecnica ha dimostrato un’accuratezza del 98% – dato ottenuto tramite successivo confronto con campioni di DNA del bambino dopo la nascita.

Le analisi effettuate con questa tecnica non invasiva mostrano tuttavia alcune problematiche poiché rilevano ad esempio molte più mutazioni false-positive, sarà quindi necessario proseguire gli studi per migliorare e perfezionare il metodo di analisi.

Questo studio apre la strada ad una tecnica per ottenere un più completo sequenziamento del genoma fetale e potrà consentire di fare luce su un numero sempre maggiore di geni le cui mutazioni risultano coinvolte nello sviluppo di malattie.
Una volta superate le difficoltà nella messa a punto della tecnica, uno degli aspetti più complessi riguarderà l’interpretazione dei risultati poiché la relazione gene-malattia non è sempre facile da chiarire.

Test prenatali

Una piccola percentuale di DNA del bambino è presente nel sangue materno e ciò può consentire lo sviluppo di test genetici prenatali non invasivi che non espongono il feto a rischi.

I principali test prenatali attualmente in uso per valutare eventuali anomalie genetiche – come la Sindrome di Down – sono la villocentesi (prelievo dei villi coriali dalla placenta) e l’amniocentesi (prelievo di liquido amniotico dall’utero). Entrambe le procedure sono invasive e comportano rischio di aborto, infatti vengono consigliate quando esistono fattori che indicano la possibile presenza di anomalie genetiche.

Sempre nel primo trimestre di gravidanza sono disponibili test non invasivi che forniscono una indicazione sulla probabilità del rischio di anomalie genetiche nel feto. Tali indagini possono essere effettuate prima – in genere verso la 11esima/12esima settimana – di procedere eventualmente con test invasivi nei casi a rischio.

Ad oggi i test non invasivi prevedono semplici prelievi di sangue della madre: si tratta ad esempio del bi-test che valuta la concentrazione della frazione libera della gonadotropina corionica (free Beta hCG) e della proteina plasmatica A associata alla gravidanza (PAPP-A) in combinazione alla traslucenza nucale per fornire un dato riguardo al richio di trisomia 18 e trisomia 21 (Sindrome di Down).

Negli ultimi anni sono stati messi a punto alcuni test che sfruttano le piccole quantità di DNA fetale circolante nel sangue materno, si tratta ad esempio della determinazione del sesso del bambino – nei casi di rischio di malattie legate al sesso – e dello screening per la sindrome da incompatibilità Rh materno-fetale. Per entrambi i test è necessario analizzare un singolo fattore genetico, ben altra cosa è ricostruire con sufficiente accuratezza l’intero genoma del feto per poi riuscire ad identificare eventuali anomalie genetiche correlate allo sviluppo di malattie.

Fonte

Noninvasive Whole-Genome Sequencing of a Human Fetus Sci Transl Med 6 June 2012: Vol. 4, Issue 137

Maternal Plasma DNA Sequencing Reveals the Genome-Wide Genetic and Mutational Profile of the Fetus Sci Transl Med 8 December 2010: Vol. 2, Issue 61