Ambiente e Arteterapia per l’Alzheimer

Anziano - Foto di Ivan Vicencio Le sollecitazioni percettivo-sensoriali possono avere una importante funzione benefica sui pazienti affetti da Alzheimer: le emozioni positive hanno un effetto terapeutico e possono rallentare la progressione della malattia.

L’ambiente ha una funzione terapeutica sulla demenza ma fino ad oggi nessuno ha mai verificato il grado oggettivo dell’efficacia di luci, colori e soluzioni progettuali capaci di stimolare positivamente i malati.

I ricercatori dell’Università degli Studi di Firenze e de La Sapienza di Roma hanno allestito un laboratorio per studiare gli effetti dell’ambiente sulla demenza: si tratta di due ambienti identici e comunicanti, diversi solo nel colore delle pareti poiché uno spazio è bianco – come controllo neutro – mentre l’altro è giallo e blu perché meglio riconosciuti e preferiti dal paziente demente.
L’idea è che i pazienti scelgano dove collocarsi in base al colore dell’ambiente. Poi i ricercatori sostituiscono le pareti con altre di diverso colore per capire le reazioni positive o negative alla novità, quali colori riducono e quali accentuano lo stato d’ansia di fronte a un ambiente estraneo.

Il laboratorio ha lo scopo di cercare di stabilire le soluzioni spaziali e i parametri fisici di arredamento capaci di influire in positivo sulla demenza senile, contribuendo così alla definizione di linee guida in materia.

Il progetto nasce all’Università di Firenze dove collaborano architetti, psicologi e geriatri con il supporto dell’Unità Ospedaliera di Geriatria di Pistoia e del centro interuniversitario di ricerca Tesis che aggrega gli atenei di Firenze e Roma La Sapienza nella ricerca sull’edilizia socio-sanitaria.

Oltre ad un ambiente idoneo, il malato di Alzheimer può trarre beneficio dall’arteterapia che stimola emozioni capaci di rallentare la demenza.
Ecco che visite ai musei, attività artistiche di pittura, musica e danza offrono benefici generali ed evidenti su pazienti in fase lieve-moderata. Come dimostrato dai progetti condotti da Luisa Bartorelli e Silvia Ragni, i pazienti che vengono coinvolti in attività gratificanti aumentano la propria sensazione di benessere tanto da mostrare una riduzione dei tipici sintomi negativi del comportamento, cresce l’autostima, migliorano la qualità della vita e il tono dell’umore così come le relazioni con operatori e familiari.

La malattia di Alzheimer è una demenza degenerativa che ad oggi non è possibile guarire, tuttavia è possibile migliorare la qualità della vita di malati e familiari sia mediante la somministrazione di trattamenti farmacologici sia grazie ad ambienti studiati ad hoc e ad attività capaci di risvegliare le emozioni e così migliorare lo stato funzionale o almeno minimizzare il peso esistenziale.

Fonte

Ufficio stampa: Catola & Partners, Firenze
4° Convegno nazionale sui Centri Diurni Alzheimer

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