Carbon Capture and Storage

cielo - Foto di fcl1971La Carbon Capture and Storage (CCS) è nuova tecnologia che potrebbe consentire di ridurre le emissioni di gas serra ed abbattere i costi per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

La cattura ed il sequestro del Carbonio, o in inglese “Carbon Capture and storage” (CCS), è un insieme di tecnologie che potrebbero ridurre notevolmente le emissioni di Anidride Carbonica (CO2) di centrali elettriche o processi industriali.

Quando si parla di tecnologie in grado di scongiurare i cambiamenti climatici, spesso si pensa alle energie rinnovabili, come l’eolico o il solare. Ma una tecnologia, ad oggi relativamente trascurata, di cattura e stoccaggio della CO2 utilizzata direttamente alla fonte potrebbe avere un impatto di gran lunga maggiore sull’economia e sui costi per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il CCS è un processo in tre fasi che comprende:

  1. cattura di CO2 dalle centrali elettriche o processi industriali,
  2. trasporto della CO2 catturata e compressa
  3. iniezione nel sottosuolo e sequestro geologico (noto anche come deposito) della CO2in formazioni rocciose sotterranee profonde.

Le formazioni geologiche adatte per il sequestro includono giacimenti esauriti di petrolio e gas, giacimenti di carbone profondi e formazioni saline. Tali formazioni si trovano in genere ad 1 km o più di profondità e sono costituite da roccia porosa in grado di trattenere l’Anidride Carbonica. Sono inoltre sovrastate da uno strato impermeabile per impedire al gas di tornare verso l’alto.

Le tecnologie di CCS hanno l’indubbio vantaggio di poter essere applicate alle centrali già esistenti, mantenendo sicuramente più contenuti i costi rispetto ad una eventuale conversione delle centrali esistenti o la costruzione di nuovi impianti ad energia rinnovabile.

Alcuni modelli climatici ed economici suggeriscono inoltre che la costruzione di centrali a biomassa dotate di CCS potrebbe portare ad una significativa riduzione di Anidride Carbonica nell’atmosfera.

Attualmente questo tipo di centrali è raro ma è in grado di ridurre le emissioni poiché l’Anidride Carbonica emessa è compensata da quella assorbita dalle piante durante la loro crescita. L’aggiunta poi di tecnologie di CCS a queste centrali si tradurrebbe in una riduzione netta di Carbonio in atmosfera. Ma, secondo l’ultimo rapporto presentato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo intergovernativo di esperti formato nel 1988 allo scopo di studiare i cambiamenti climatici, l’associazione di CCS con impianti a biomasse può essere particolarmente impegnativo, dato che la costruzione di centrali a biomassa è difficile da consentire e finanziare.

D’altro canto però, la tecnologia del sequestro e stoccaggio di Carbonio ancora non è stata dimostrata su larga scala e sui diversi tipi di centrale elettrica ed impianti industriali. Negli ultimi anni, inoltre, decine di questi progetti sono stati cancellati o rimandati a data da destinarsi. Quindi anche se il CCS è essenziale per mantenere bassi i costi per affrontare il cambiamento climatico, la tecnologia sembrerebbe essere ancora immatura.

9 Maggio 2013: a Mauna Loa, nelle Hawaii, sede dell’osservatorio che dal 1958 raccoglie dati sull’atmosfera, è stata misurata una quantità di Anidride Carbonica pari a 400 parti per milione (ppm). È il valore più elevato mai registrato dall’inizio del monitoraggio di questo gas serra.
Molti scienziati sostengono che per evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici la concentrazione di CO₂ dovrebbe essere stabilizzata almeno a 450 ppm, che consentirebbe probabilmente di limitare il riscaldamento globale a circa 2 gradi. Non basta solo limitare le emissioni per rallentare il riscaldamento globale e far si che l’aumento di temperatura sia solo intorno a 2 gradi ma per restare sotto quota 450 ppm si dovrebbe anche cercare di rimuovere il CO2 dall’atmosfera.

La tecnologia CCS potrebbe essere la giusta risposta che consentirebbe di ridurre sia la concentrazione di CO2 in atmosfera e rallentarne il trend in crescita costante, sia i costi per l’economia, senza gravare la produzione di energia elettrica di costi eccessivi.

Sicuramente le Nazioni e tutti noi dobbiamo impegnarci da adesso e nel prossimo futuro per contrastare le emissioni di gas serra e limitare cosi il pericolo del riscaldamento del globo.