Terapia del dolore nel bambino

Campagna NienteMaleIl dolore e la sofferenza dei bambini colpiti da gravi patologie vanno gestiti e trattati in modo adeguato per garantire ai piccoli pazienti una buona qualità della vita. Le necessità di analgesia del bambino con patologia sono al centro di un progetto di formazione rivolto ai medici Pediatri italiani.

L’adeguata formazione dei Pediatri ospedalieri e di famiglia sulla gestione e trattamento del dolore è fondamentale per offrire migliori interventi clinici e assistenziali necessari al bambino affetto da gravi patologie.

La possibilità di accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore è aperta anche in ambito pediatrico ed è parte integrante della formazione di Medici e operatori sanitari.
Proprio in questo contesto si colloca il progetto di formazione “NienteMale Junior – la terapia del dolore nel bambino” che si pone come punto di partenza per fornire ai Pediatri italiani adeguati strumenti per fronteggiare e rispondere ai bisogni di analgesia dei bambini.
Lo scopo è di informare e sensibilizzare i Pediatri affinché il bambino con patologia venga trattato in modo ottimale sia per quanto concerne la malattia sia per il dolore e la sofferenza a cui il piccolo paziente è sottoposto.

Il progetto mira ad una formazione di alto livello per un gruppo di 250 Pediatri di famiglia e ospedalieri che diventeranno esperti nel trattamento del dolore pediatrico e a loro volta potranno formare altri colleghi attraverso programmi di formazione su base regionale.
La formazione regionale consentirà di raggiungere in modo capillare i Medici per diffondere le conoscenze sulla gestione e trattamento del dolore pediatrico.

Il progetto è realizzato in collaborazione con FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, ACP – Associazione Culturale Pediatri e SIP – Società Italiana di Pediatria con il patrocinio del Ministero della Salute e il contributo incondizionato di Angelini.

Il dolore nel bambino

In passato era diffuso il pensiero che il bambino non provasse dolore poiché si riteneva che il sistema nervoso del neonato e del bambino non fosse capace di tradurre, trasmettere, modulare e percepire la sensazione dolorosa.
A partire dagli anni ’80 è stato dimostrato che dalla 23esima settimana di gestazione il feto è in grado di percepire lo stimolo doloroso. Con lo sviluppo della ricerca è stata messa in luce che nel feto, nel neonato e nel bambino fino a 12-18 mesi di età, la percezione del dolore è maggiore rispetto all’adulto a parità di stimolo doloroso; inoltre la sensazione dolorosa è tanto più elevata quanto più giovane è il piccolo paziente. Dagli studi emerge che i neonati, dopo un lungo periodo successivo ad una procedura dolorosa, sperimentano come dolorose stimolazioni che in realtà non lo sono, come ad esempio una visita medica.

Sebbene queste conoscenze siano note da anni manca ancora una concreta applicazione in ambito clinico: sono pochi i bambini che vedono misurato, valutato e trattato il proprio dolore.
Il dolore è la prima causa di ricorso alle cure in Pronto Soccorso ma solo il 37% dei piccoli pazienti riceve una valutazione mirata e solo ad 1/3 viene somministrata una terapia per alleviarlo. Questo avviene anche per il dolore procedurale – correlato a pratiche come suture e prelievi – il cui trattamento non rappresenta una pratica diffusa in ospedali e ambulatori italiani.

Fonte
Campagna NienteMale
Ufficio stampa Ketchum