Meteo: supercomputer per le previsioni del tempo

Temporale - Foto di Zoli PloszLe previsioni meteorologiche sono ricavate dall’osservazione terrestre delle immagini raccolte dai satelliti e su modelli previsionali sofisticati che consentono ai meteorologi di esprimere previsioni basate sull’osservazione diretta dei fenomeni atmosferici.

Dotare i satelliti meteorologici di una adeguata capacità di calcolo che permetta loro di interpretare in autonomia ciò che osservano, è indispensabile per capire meglio i fenomeni atmosferici nello stesso momento in cui si verificano, questo prima ancora di inviare a Terra le immagini acquisite.
Le nuove generazioni di satelliti saranno così in grado di fornire informazioni utili, quali ad esempio l’insorgere di fenomeni meteo potenzialmente pericolosi, in meno tempo: appena rilevano l’evento dallo Spazio.

Un progetto coordinato da Thales Alenia Space Italia, a cui hanno partecipato il Politecnico di Torino, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Università di Tor Vergata e Sanitas EG, è giunto alla realizzazione di un supercomputer che sostituirà la tecnologia impiegata attualmente nelle missioni spaziali e potrà operare dallo Spazio offrendo tempi ridotti di acquisizione ed elaborazione delle informazioni.

L’intero progetto avrà come risultato il primo supercomputer di concezione totalmente europea qualificato per impieghi spaziali le cui prestazioni superano di due ordini di grandezza i computer utilizzati oggi in missioni simili.

Le prossime generazioni di satelliti, grazie a questo nuovo elaboratore, avranno a disposizione una potenza di calcolo che permetterà di realizzare nello Spazio operazioni molto complesse che prima potevano essere effettuate solo sulla Terra.

Applicazioni prima impensabili saranno rese possibili grazie alla capacità di analizzare i dati esattamente nel momento in cui vengono raccolti.

Questo nuovo calcolatore sarà installato per la prima volta su 4 satelliti della missione Meteosat Third Generation che partirà nel 2018.
Il supercomputer permetterà di mappare le aree ad alto rischio temporali, infatti lavorerà all’identificazione ed alla classificazione dei fulmini, allo scopo di fornire fondamentali informazioni per aumentare il grado di sicurezza del traffico aereo.

I ricercatori del Politecnico di Torino hanno avuto un ruolo centrale nella scelta della CPU, componente principale del computer. Il team, coordinato dal Prof. Massimo Violante, ha anche dato il proprio contributo alla definizione dell’architettura generale del calcolatore per ciò che riguarda le tecniche per la gestione dei potenziali guasti generati dalla radiazione spaziale ed alla validazione dell’intero computer.

Fonte

Politecnico di Torino