Il mistero di Carsulae analizzato con un nuovo “approccio multidisciplinare ai fini della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale”

Il nuovo progetto di studi nasce dalla consapevolezza di una visione innovativa della ricerca scientifica nel campo archeologico, mirata alla sperimentazione di studi di “archeologia territoriale”, finalizzati sia al sito che all’insieme delle emergenze paesaggistiche e ambientali che lo contengono, preferendo l’utilizzo di nuove tecnologie investigative e di monitoraggio, allo scavo invasivo e irreversibile.

SondaggioIl 28 marzo 2015, alle ore 11.30, presso la Sala multimediale S. Maria Maddalena a San Gemini sarà presentato il progetto di ricerca “Approccio multidisciplinare al sito archeologico di Carsulae, ai fini della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale”, con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e del Comune di San Gemini e la collaborazione dell’Università di Camerino – Scuola di Scienze ambientali e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Il progetto è interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.

Carsulae, che risale alla fine del III secolo a.C., fu abbandonata, qualche secolo dopo, forse anche in seguito a fenomeni naturali, oggi oggetto di studio. Il sito archeologico, nonostante le dimensioni, è ancora quasi completamente sepolto sotto alcuni metri di terreno: si considera che la parte esposta, oggi visitabile, è meno del 20% di quello che si può immaginare.

L’iter dello studio si svilupperà su tre momenti:
il primo coincide con la presentazione il 28 marzo 2015;
il secondo consisterà in una tre giorni – 22, 23, 24 maggio 2015 – di incontri per le scuole e il pubblico, con esperti e ricercatori presso il Parco Archeologico di Carsulae (in collaborazione con la Cooperativa ACTL e la Cooperativa ALIS), con la supervisione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Università di Camerino – Scuola di Scienze e Tecnologie e della direzione scientifica del Geolab;
il terzo, quello conclusivo, si terrà a giugno 2015 periodo in cui saranno presentati i risultati della ricerca “Nuove prospettive per la tutela e valorizzazione del sito archeologico di Carsulae”.

CarotaggiPer la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria la dott.ssa Cristina De Angelis è responsabile della ricerca archeologica insieme a Massimiliano Gasperini (Cooperativa ACTL) mentre il Prof. Gilberto Pambianchi con il suo gruppo di lavoro (Marco Materazzi e Domenico Aringoli) della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino è responsabile della ricerca geologica, in collaborazione con il gruppo di lavoro dell’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Stefanio Urbini, Vincenzo Sepe, Iacopo Nicolosi e Corrado Castellano), guidato dalla dott.ssa Carla Bottari.
Tutti i lavori sono coordinati da Federico Varazi, geologo direttore del Geolab esperto in didattica museale.