Vino bianco: alleato di cuore e reni

Vino bianco - Foto di Roger KirbyUn bicchiere di vino bianco al giorno può rivelarsi un alleato per la salute infatti il suo contenuto di acido caffeico conferisce un ruolo protettivo a livello di cuore e reni.

Il consumo moderato di vino bianco può fornire la giusta dose di acido caffeico utile per modulare il rilascio di ossido nitrico così da limitare la progressione di patologie a carico di cuore e reni associate al danneggiamento del tessuto endoteliare indotto da ipossia e tossine uremiche.

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos One e condotto da un team di ricercatori italiani di Torino, Pisa e Viareggio, coordinati da Alberto Bertelli del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano.

L’acido caffeico è un acido fenolico che contribuisce alla protezione del sistema cardiovascolare attraverso un meccanismo di azione che coinvolge l’ossido nitrico: a basse dosi l’acido caffeico modula il rilascio di ossido nitrico e ne aumenta la biodisponibilità promuovendo così utili effetti cardioprotettivi e nefroprotettivi in vitro ed in vivo.

Questo acido fenolico è risultato efficace a dosi estremamente basse che possono essere raggiunte con il consumo di uno/due bicchieri di vino bianco al giorno.

L’acido caffeico modula inoltre l’espressione di geni coinvolti nella protezione del sistema cardiovascolare e nell’inibizione dell’apoptosi – morte cellulare programmata.

Altre sostanze presenti nel vino bianco – comuni anche all’olio extra-vergine di oliva – come il tirosolo e l’idrossitirosolo, hanno un effetto positivo su cuore, vasi sanguigni e reni.

Il vino si associa tradizionalmente alla dieta mediterranea, considerata un valido modello di alimentazione sana, utile alla riduzione dei problemi cardiovascolari che insorgono con l’aumentare dell’età e delle condizioni di stress. A tale dieta si affianca abitualmente un consumo moderato di vino rosso ma questo studio mette in evidenza che anche il vino bianco ha effetti positivi come protettore cardiovascolare.

Acido caffeico

L’acido caffeico è un acido organico di natura fenolica che deriva dall’acido cinnamico.
Fu originariamente estratto dal caffè e successivamente trovato in molti alimenti di origine vegetale come frutta (fragole), verdura (cicoria, carciofo, piselli) e in diverse erbe (tarassaco, cardo, angelica, arnica, bardana, fumaria, melissa).

L’interesse per l’acido caffeico deriva dalla sua proprietà antimutagena, antibiotica (verso alcuni germi patogeni intestinali) e soprattutto dalle sue proprietà antiossidanti dimostrate in vitro e in vivo.

L’acido caffeico presente negli alimenti viene assorbito in modo efficiente dall’organismo ed ha una buona biodisponibilità, contrariamente all’acido clorogenico che viene assorbito solo in piccola parte e si idrolizza facilmente liberando acido caffeico.

Ruolo dell’ossido nitrico nel sistema cardiovascolare

Il monossido di azoto (NO, chiamato comunemente ossido nitrico) è un vasodilatatore coinvolto nella regolazione dell’omeostasi vascolare.
L’ossido nitrico, prodotto dalle cellule endoteliari, diffonde nel sangue dove agisce inibendo l’aggregazione e l’adesione piastrinica, l’adesione dei leucociti all’endotelio (interazione leucocita-cellula endoteliare) e raggiunge la sottostante muscolatura liscia inducendone il rilasciamento, regolarizza la proliferazione e la migrazione delle cellule muscolari.
L’NO rilassa e dilata i vasi sanguigni con effetti antipertensivi, previene la formazione di coaguli sanguigni – che possono causare infarti e attacchi di cuore – e protegge dall’accumulo delle placche vascolari.

Gli effetti dell’ossido nitrico sono antiaggreganti, antinfiammatori e antipertensivi.

In numerose patologie come il diabete, la malattia coronarica, l’ipertensione, l’aterosclerosi e malattie croniche dei reni, si osserva un elevato stress ossidativo e una ridotta biodisponibilità di ossido nitrico.

Nel 1998 venne attribuito il Premio Nobel a Louis Ignarro per la scoperta del ruolo dell’ossido nitrico come molecola essenziale nel funzionamento del sistema cardiovascolare. L’azione vasodilatatrice dell’ossido nitrico ebbe come prima applicazione pratica il Viagra (agisce allungando l’azione dell’ossido nitrico a livello dei corpi cavernosi del pene), successive ricerche dimostrarono che l’NO è utile contro l’insorgere di patologie a carico dell’apparato cardiovascolare.

Fonte

Caffeic Acid, a Phenol Found in White Wine, Modulates Endothelial Nitric Oxide Production and Protects from Oxidative Stress-Associated Endothelial Cell Injury. Massimiliano Migliori, Vincenzo Cantaluppi, Claudio Mannari, Alberto A. E. Bertelli, Davide Medica, Alessandro Domenico Quercia, Victor Navarro, Alessia Scatena, Luca Giovannini, Luigi Biancone, Vincenzo Panichi. Plos One DOI: 10.1371/journal.pone.0117530

Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano

Blood Purif. 2015;39(1-3):218-23. doi: 10.1159/000371570. Epub 2015 Mar 31. Anti-Inflammatory Effect of White Wine in CKD Patients and Healthy Volunteers.